Approvata la riforma dello Sport. Approvato il correttivo in data 28 settembre dal consiglio dei Ministri.

La Riforma dello Sport – D.Lgs. 36 del 28/02/2021 – comporta un profondo riordino e riforma degli enti sportivi professionistici e dilettantistici (anche per aspetti del lavoro sportivo). Vediamo in questo articolo un sunto della Riforma dello Sport in alcune pillole per sapersi orientare.

La Riforma dello Sport può considerarsi definitiva, tuttavia siamo sempre abituati in Italia a rinvii dell’ultimo momento che potrebbe ad esempio arrivare con la prossima Legge di Bilancio o con il successivo decreto milleproroghe. In questa fase della nostra economia, onestamente a parere di chi scrive, un rinvio di alcune misure sarebbe sicuramente buona cosa per lo Sport Italiano.

Che cos’è la riforma dello sport?

Con “Riforma dello sport” è prevista dall’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86 con cui è stata data Delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché del rapporto di lavoro sportivo.

I Decreti Legislativi della Riforma dello Sport

DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 39 Attuazione dell’articolo 8 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi.

Modifiche sostanziali:

  1. Istituzione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche;
  2. Istanza di riconoscimento della personalità giuridica;
  3. Contrasto alla violenza di genere.

Decreto legislativo del 28/02/2021 n. 36 – Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo

E’ il decreto più corposo della Riforma che ha avuto un correttivo in data 28 settembre 2022. Al decreto sono state apportate novità fondamentali rispetto la sua stesura originaria.

Vediamo i vari titoli del D.Lgs. 36/2021 entrando poi nel merito delle modifiche più rilevanti per ASD/SSD:

  • Titolo I (artt. 1-5) reca disposizioni comuni e principi generali;
  • Titolo II (artt. 6-14) disciplina gli enti sportivi professionisti e dilettantistici. Allo stesso ambito si riferisce l’art. 38, inserito nel Titolo V.
  • Titolo III (artt. 15-18) riguarda atleti, tecnici, dirigenti e direttori di gara. Ai direttori di gara si riferisce anche l’art. 28, inserito nel titolo V;
  • Titolo IV (artt. 19-24) riguarda le discipline sportive che prevedono l’impiego di animali;
  • Titolo V (artt. 25-42) riguarda il lavoro sportivo, incluso il sostegno delle donne nello sport;
  • Titolo VI (artt. 43-50) reca disposizioni in materia di pari opportunità per le persone con disabilità nell’accesso ai gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato;
  • Titolo VII (artt. 51-52) reca le disposizioni finali.

Riguardo la gestione e le novità apportate con il nuovo Registro del CONI, già attivo dal 31 agosto 2022, ne abbiamo già parlato in questo articolo del nostro blog. Ora ci concentriamo su queste novità introdotte dal Decreto correttivo che ricordiamo, salvo proroghe, sarà operativo dal 1 gennaio 2023.

Come cambia il lavoro sportivo? Esente IRPEF fino a 5.000€ annui mentre…

A preoccupare gli addetti ai lavori è senz’altro la parte che riguarda il lavoro sportivo da sempre racchiuso nei confini dei redditi esclusi da calcolo delle imposte su reddito (fino ai 10.000€ annui) e dai contributi previdenziali INPS.

Il nuovo inquadramento del lavoratore sportivo invece sarà modificato in base ai requisiti soggettivi ed in base alle fasce dei compensi relativi ai lavoratori.

Analizziamo meglio però i cambiamenti nel lavoro sportivo:

  • E’ prevista l’abrogazione dell’articolo 67 c.1 lettera m) che oggi disciplina i compensi, indennità e premi nello sport. (leggi questo articolo);
  • Il collaboratore sportivo potrà essere inquadrato in una delle 2 forme:
    volontario: presta opera gratuita e non percepisce compensi ma solo il rimborso a piè di lista delle spese vive sostenute;
    lavoratore sportivo: colui che percepisce un compenso per l’attività sportiva svolta.

Tassazione del lavoro sportivo

Il lavoratore sportivo assume delle cariche particolari:

  • atleta;
  • allenatore;
  • istruttore;
  • direttore tecnico;
  • direttore sportivo e preparatore atletico;
  • collaboratore amministrativo/contabile.

Sono previste tre fasce tributarie rispetto al valore annuo del compenso:

  • fino a 5.000,00 Euro (No IRPEF e No INPS)
  • tra 5.000,00 e 15.000,00 Euro (No IRPEF e Si INPS)
  • oltre ai 15.000,00 Euro (Si IRPEF e Si INPS)

1. Dal punto di vista tributario sulla prima e sulla seconda fascia non saranno applicate imposte. In concreto, il limite di esenzione fiscale si incrementerà dagli attuali 10.000,00 Euro a 15.000,00 Euro annui.

Superata la franchigia dei 15.000,00 Euro il reddito del percipiente sarà assoggettato a tassazione secondo le ordinarie aliquote fiscali, ma solamente sulla parte dei compensi superiori alla soglia di esenzione (ad. es. un compenso di 25.000,00 € annui pagherà imposte solamente su 10.000,00 €).

Digitalizzazione con il nuovo Nuovo registro nazionale attività sportive dilettantistiche

La Riforma dello sport prevede un forte accentramento nel Nuovo registro nazionale attività sportive dilettantistiche con alcune funzionalità gratuite per l’ASD/SSD per ad esempio:

  • comunicazione INAIL e autoliquidazione del premio;
  • elaborazione delle Certificazioni Uniche e relativo file telematico;
  • predisposizione del modello F24.

Seguiranno nel nostro Blog ulteriori approfondimenti sul tema della Riforma dello Sport.

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