Safeguarding e MOG nelle ASD: obblighi, adempimenti e sanzioni per le associazioni sportive dilettantistiche nel 2026.

31 Luglio 2026

Categoria: Blog

Negli ultimi anni il legislatore sportivo italiano ha introdotto un nuovo istituto destinato a cambiare in modo strutturale il modo in cui le associazioni sportive dilettantistiche organizzano la tutela dei propri tesserati: il Safeguarding. Non si tratta di un adempimento burocratico isolato, ma di un vero e proprio sistema organizzativo pensato per prevenire, individuare e gestire episodi di abuso, violenza e discriminazione all’interno dell’ambiente sportivo, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili come minori, donne, persone con disabilità o in condizione di fragilità psicologica.

Il dizionario delle parole  

Safeguarding è la politica generale di tutela e protezione.

MOG (Modello Organizzativo e di Gestione) è il documento pratico e formale che la realizza dentro un’associazione sportiva.

Entrambi sono obbligatori per le società e associazioni sportive (ASD e SSD) per prevenire abusi e discriminazioni.

Perché è nato questo obbligo

Il mondo dello sport, come ogni altro contesto sociale, non è immune da fenomeni di prevaricazione, molestie o negligenza. Gli studi di settore citati nel dibattito giuridico sportivo indicano che una parte significativa dei minori coinvolti in attività sportive ha vissuto, in qualche forma, episodi di violenza, spesso non denunciati per omertà, vergogna o timore. Proprio per rispondere a questa criticità, la recente Riforma dello Sport ha imposto un cambio di paradigma culturale, trasformando la protezione dei tesserati da valore genericamente auspicabile a obbligo giuridico vero e proprio, con regole precise, soggetti responsabili individuati per nome e sanzioni in caso di inadempienza.

Le condotte che il sistema vuole prevenire

Vediamo quali sono questi reati da prevenire indicati dalla norma:

  1. l’abuso psicologico, che comprende mancanza di rispetto, isolamento o intimidazione anche tramite strumenti digitali;
  2. l’abuso fisico, ossia qualunque condotta che arrechi o rischi di arrecare un danno fisico;
  3. la molestia e l’abuso sessuale, distinti tra loro per intensità e presenza o meno di contatto fisico;
  4. la negligenza e l’incuria, riferite alla mancata soddisfazione dei bisogni fondamentali di un tesserato o a condizioni ambientali inadeguate;
  5. l’abuso di matrice religiosa, che limita la libertà di culto o le abitudini ad essa connesse;
  6. il bullismo e il cyberbullismo;
  7. I comportamenti discriminatori: i comportamenti discriminatori legati a etnia, genere, orientamento sessuale, disabilità o altre condizioni personali.

Il quadro normativo e l’obbligo a cascata

L’impianto giuridico si fonda sull’articolo 33, comma 6, del decreto legislativo 36/2021 e sull’articolo 16 del decreto legislativo 39/2021, letti insieme alla delibera della Giunta Nazionale del CONI n. 255 del 25 luglio 2023.

Il sistema funziona su tre livelli concatenati. Al vertice, il CONI ha adottato un modello di regolamento generale per la prevenzione e il contrasto di abusi, violenze e discriminazioni, insieme ai principi fondamentali da tradurre in linee guida. Al livello intermedio, ogni Federazione Sportiva Nazionale, Ente di Promozione Sportiva, Disciplina Sportiva Associata e Associazione Benemerita ha avuto l’obbligo di emanare proprie linee guida operative, con termine fissato al 31 agosto 2023, e di istituire la figura del responsabile Safeguarding a livello federale.

Cosa deve fare concretamente un’ASD?

Vediamo i passi da porre in atto per qualunque ASD:

    1. l’adozione di un Modello Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva;
    2. l’adozione di un Codice di Condotta coerente con quello federale;
    3. la nomina di un proprio responsabile Safeguarding, con termine fissato al 31 dicembre 2024;
    4. Predisporre idonea documentazione (linee guida federali, un Codice di Condotta, ecc.);
    5. Dotarsi di un canale di segnalazione: serve un canale di segnalazione riservato e accessibile, capace di garantire la tutela di chi denuncia, dei testimoni e delle persone coinvolte, insieme a una procedura chiara per la gestione delle segnalazioni, che preveda tempi rapidi e, nei casi più seri, l’inoltro alla Procura Federale o, se necessario, alla Procura della Repubblica.

SCARICA LA GUIDA AL SAFEGUARDING

Per gestire al meglio le segnalazioni individuare un Software dedicato è una scelta sicuramente consigliata.

I compiti permanenti del responsabile Safeguarding

Una volta nominato, il responsabile non esaurisce il proprio ruolo con l’adozione dei documenti iniziali. Il suo compito è continuativo: deve vigilare sull’aggiornamento costante di Modello Organizzativo e Codice di Condotta, segnalando al Segretario Generale e alla Procura Federale eventuali inadempienze della propria stessa associazione; deve adottare iniziative di prevenzione fondate su una valutazione dei rischi in continuo aggiornamento; deve ricevere ed esaminare le segnalazioni ricevute, gestendole con la necessaria riservatezza e avviando, se del caso, l’istruttoria del caso; deve infine relazionare con cadenza semestrale all’Osservatorio Permanente sulle Politiche di Safeguarding istituito presso il CONI, garantendo così un flusso informativo verso il livello centrale del sistema.

Le sanzioni previste dal sistema

1. Il mancato adeguamento da parte dell’Associazione o della Società sportive affiliata agli obblighi di cui ai precedenti artt. 2 e 3 ovvero la dichiarazione non veritiera rispetto ai predetti obblighi, costituiscono violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, ai sensi del Regolamento di Giustizia e saranno perseguibili secondo le prescrizioni ivi previste, ferma restando l’integrazione di
eventuali fattispecie costituenti reato.
2. Saranno applicate, inoltre, sanzioni disciplinari a carico dei tesserati che abbiano violato i divieti di cui al capo II del Titolo I, libro III del d. lgs. 11 aprile 2006 n. 198 o che siano stati condannati in via definitiva per i reati di cui agli art. 600- bis, 600-ter, 600-quater, 600 -quinques, 604- bis, 604- ter, 609- bis, 609- ter 609- quater, 609- quinques, 609- octies, 609 -undecis del codice penale.

Prova la demo di Asso360

Scopri tutte le funzioni per la tua associazione

Asso360 Demo Devices
Richiesta Demo 2023
cancel1 check1 Minimo otto caratteri cancel1 check1 Almeno una lettera minuscola cancel1 check1 Almeno una lettera maiuscola cancel1 check1 Almeno un numero cancel1 check1 Almeno un carattere speciale

Accedendo e registrandoti dichiari di aver preso visione ed accetti i Termini e le Condizioni di utilizzo. I tuoi dati personali saranno trattati in conformità con la Privacy Policy. Puoi utilizzare la demo gratuita per un periodo illimitato di tempo ed attivare l’abbonamento quando lo riterrai opportuno.

Check box