
Defibrillatore Obbligatorio per ASD: tutto quello che devi sapere
La sicurezza degli sportivi è una priorità che la legge italiana ha affrontato con crescente attenzione negli ultimi anni. Se gestisci un’associazione o società sportiva dilettantistica, è fondamentale conoscere gli obblighi in materia di defibrillatore: chi deve dotarsene, quando, chi deve saper usarlo e a chi spetta la spesa.
Il quadro normativo di riferimento
Tutto ha origine con il Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2013, noto come “Decreto Balduzzi”, che ha introdotto per la prima volta l’obbligo per le società sportive professionistiche e le ASD di dotarsi di defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE). Dopo una lunga serie di proroghe, le norme attuative sono entrate definitivamente in vigore nel luglio 2017, con il Decreto del 26 giugno 2017 che ne ha chiarito i dettagli applicativi.
Un aggiornamento importante è arrivato con la Legge n. 116 del 4 agosto 2021, che ha ampliato l’ambito dell’obbligo: non più limitato alle sole competizioni sportive, il DAE deve ora essere presente anche durante gli allenamenti (comma 11, L. 116/2021). Un passo avanti significativo per la tutela di atleti e praticanti in ogni momento dell’attività sportiva.
Per quali ASD è obbligatorio il defibrillatore?
L’obbligo riguarda tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche che praticano una delle 396 discipline sportive riconosciute dal CONI.
Sono invece escluse:
- Le ASD che svolgono la propria attività al di fuori di un impianto sportivo (es. attività all’aperto in spazi non strutturati);
- Le ASD in cui si praticano esclusivamente attività a ridotto impegno cardiocircolatorio, come bocce, freccette, bowling, dama e altre discipline indicate nell’art. 5, comma 3 del Decreto.
Se la tua ASD rientra nei casi di obbligo, è necessario garantire la presenza del dispositivo sia durante le gare sia durante gli allenamenti.
Le responsabilità dell’ASD
L’ASD è responsabile di due aspetti fondamentali:
- Avere disponibilità di un defibrillatore funzionante e a norma in corrispondenza di ogni evento sportivo e allenamento;
- Garantire la presenza in loco di almeno una persona formata nell’utilizzo del DAE.
La società risponde del regolare funzionamento del dispositivo e della sua presenza durante le attività. Vale la pena sottolineare che l’attività di soccorso non costituisce un obbligo legale per il personale formato — obbligo che rimane invece in capo al personale sanitario — ma è evidente che la sua presenza organizzata fa la differenza in caso di emergenza.
Se l’impianto è comunale, chi compra il defibrillatore?
Questa è una delle domande più frequenti, e la risposta non è sempre immediata perché la normativa sul punto non è del tutto esplicita.
Il principio generale è che l’onere dell’acquisto e della manutenzione spetta al titolare dell’impianto — ad esempio il Comune — e non all’associazione che vi svolge le proprie attività. Tuttavia, la situazione può cambiare in presenza di un contratto di affitto o comodato d’uso tra le parti, che può trasferire questa responsabilità all’ASD.
In ogni caso, indipendentemente da chi acquista il dispositivo, l’ASD rimane responsabile di avere personale formato e di assicurarsi che il defibrillatore sia effettivamente disponibile e funzionante durante le proprie attività.
Un’opzione pratica per le associazioni che condividono lo stesso impianto è quella di acquistare e gestire il dispositivo in forma condivisa, distribuendo i costi tra le diverse realtà sportive che ne usufruiscono.
L’obbligo di formazione del personale
La normativa è chiara: durante ogni evento sportivo e ogni allenamento deve essere presente almeno una persona formata nell’utilizzo del defibrillatore. In caso di più soggetti formati, l’ASD dovrà individuare un “first responder”, ovvero la figura che per prima sarà chiamata ad intervenire in caso di emergenza.
La formazione deve essere erogata da centri accreditati presso la propria Regione di appartenenza, e i contenuti e la durata del corso sono regolati dalla normativa regionale.
Quante persone formare? Dipende dall’organizzazione dell’associazione. Un’ASD che organizza molti eventi su base regolare dovrà formare più persone, per garantire sempre la copertura necessaria. Non basta avere un solo soggetto formato se le attività si svolgono su più turni o in sedi diverse.
Costi e aspetti pratici
Dal punto di vista economico, le ASD devono considerare due voci principali:
- L’acquisto del defibrillatore: il costo medio di un buon DAE si aggira intorno ai 1.000 euro, cui si aggiunge l’IVA al 22%. Come accennato, per le associazioni che condividono un impianto è possibile ripartire questa spesa.
- I corsi di formazione: il costo varia in base alla regione e al centro di formazione scelto.
È inoltre fondamentale pianificare la manutenzione periodica del dispositivo, per garantire che sia sempre operativo e pronto all’uso. Un defibrillatore trascurato non è una garanzia di sicurezza.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Cosa Sapere |
|---|---|
| Normativa | Decreto Balduzzi 2013 + Decreto 26/06/2017 + L. 116/2021 |
| Chi è obbligato | Tutte le ASD con discipline CONI (tranne eccezioni) |
| Quando serve | Gare e allenamenti |
| Responsabilità ASD | Presenza del DAE + almeno un formato in loco |
| Impianto comunale | Acquisto a carico del titolare, salvo accordo contrattuale |
| Formazione | Centro accreditato regionale; individuare un “first responder” |
La sicurezza sul campo non è solo un obbligo di legge: è una scelta di responsabilità verso i propri atleti, dirigenti e collaboratori. Se hai dubbi su come metterti in regola o hai bisogno di supporto nella gestione documentale della tua ASD, Asso360 è a disposizione.
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