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Una palestra mascherata da finta Associazione Sportiva. Evasione per 300mila euro e 5 lavoratori ‘in nero’.

La notizia è comparsa su Ansa.it relativa alla scoperta di una mega evasione da parte della Guardia di Finanza di Sassuolo.

Il fatto contestato

La Guardia di Finanza ha scoperto una palestra che operava come finta associazione sportiva dilettantistica, ma che nascondeva una vera e propria attività commerciale con ingente fatturato e impiego di manodopera in nero.

I riscontri eseguiti hanno consentito di recuperare a tassazione un imponibile occultato all’erario per oltre 250mila euro ed accertare violazioni all’Iva per oltre 50mila euro.

Le Fiamme Gialle hanno anche riscontrato la presenza di cinque lavoratori completamente ‘in nero’, per i quali è stata comminata una sanzione pari a 30mila euro.

La palestra ha beneficiato indebitamente del regime di favore

Le finalità non lucrative formalmente espresse nello statuto (volte al libero associazionismo e al conseguimento di fini comuni dei ‘soci’, in realtà clienti) avevano garantito di beneficiare indebitamente del regime tributario di favore previsto per il ‘terzo settore’, ma l’ ‘associazione’ di fatto – ha scoperto la GdF – si occupava a tempo pieno di “attività finalizzata esclusivamente al profitto”. (Fonte Ansa).

Un’altra testata locale (Modenatoday.it) ha approfondito l’accaduto riportando ulteriori dettagli: “Palestra “travestita” da associazione sportiva, denuncia della Finanza
„La Guardia di Finanza di Sassuolo ha individuato un’Associazione Sportiva Dilettantistica che, pur non avendo i requisiti previsti dall’art. 90 della Legge 289 /2002, figurava come ente senza scopo di lucro per evitare il pagamento delle imposte ed usufruire di regimi di tassazione agevolata.

Le Fiamme Gialle hanno così avviato un’attività di verifica fiscale nei confronti della predetta ASD, gestrice di un’importante palestra della città.

La GDF ha ricostruito il volume d’affare recuperando a tassazione gli importi

Dopo aver esaminato la documentazione rinvenuta presso la sede ed escusso in atti i dipendenti e numerosi clienti, è emerso che questi erano stati registrati, a loro insaputa, come “soci” dell’associazione che, in questo modo, poteva beneficiare, ai fini fiscali, delle particolari agevolazioni previste dalla Legge 398/1991. I finanzieri hanno così “disconosciuto” lo status di associazione sportiva dilettantistica e ricostruito il volume di affari dell’attività, riqualificando la palestra come una normale impresa commerciale, soggetta agli ordinari criteri di tassazione.

Perché le sanzioni sono sempre così elevate? Un esempio pratico

Le ASD godono di particolari regimi di favore come il recupero del 50% dell’IVA sui proventi commerciali e un’imposizione fiscale (IRES) molto agevolata.

All’ASD infatti è consentito il pagamento dell’IRES sul 3% dei ricavi commerciali.

Un Esempio:

Una ASD beneficia nel corso dell’anno di ricavi commerciali per pubblicità per 122.000 euro (iva compresa 22%).

IVA nelle ASD

In virtù delle agevolazioni l’ASD dovrà versa re allo stato la metà dell’IVA incassata (50% di 22.000 = 11.000 euro). Per approfondire leggi questo articolo.

IRES nelle ASD

Sul totale dei proventi Commerciali, l’Associazione dovrà pagare l’imposta IRES, dal 2017 del 24%, su una base imponibile calcolata sul 3% dei proventi commerciali. In sintesi:

(Proventi commerciali 100.000€) X (Coefficente – 3%) X (Ires – 24%) = 720Euro

E’ ovvio che su volumi d’affari cospicui la possibilità di pagare imposte in tale misura sia una agevolazione molto forte dal punto di vista fiscale. Il recupero a tassazione di Proventi indebitamenti soggetti al regime di favore fa emergere imposte come quelle viste nell’articolo.

 

Scarica la nostra GUIDA per gestire una ASD dal pulsante sotto.

 


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