
Articolo 2195 Codice Civile: Definizione e Obblighi dell’Imprenditore Commerciale
Testo dell’Articolo 2195 CC
Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione, nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:
- Un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
- Un’attività intermediaria nella circolazione dei beni;
- Un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
- Un’attività bancaria o assicurativa;
- Altre attività ausiliarie delle precedenti.
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano.
Articolo 2195 e Terzo Settore: Quando un’Associazione diventa Impresa?
L’applicazione dell’articolo 2195 del Codice Civile al mondo del No-Profit è uno dei temi più delicati per chi gestisce un Ente del Terzo Settore (ETS) o un’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD).
Mentre l’associazione nasce per scopi ideali, solidali o sportivi (attività istituzionale), può accadere che la sua operatività sconfini nell’attività commerciale. In questo caso, l’ente può essere qualificato come imprenditore commerciale commerciale di fatto.
Quando scatta la qualifica di Imprenditore Commerciale?
Secondo l’orientamento della Cassazione, un’associazione rientra nell’ambito dell’art. 2195 CC quando:
- Professionalità: L’attività commerciale è svolta in modo abituale e non occasionale.
- Economicità: L’attività è gestita con l’obiettivo di coprire i costi con i ricavi (pareggio di bilancio), anche in assenza di uno scopo di lucro soggettivo (ovvero, anche se non dividi gli utili).
- Organizzazione: Esiste una struttura di mezzi e persone volta alla produzione o allo scambio di beni e servizi.
Le conseguenze per l’Associazione
Se un’associazione svolge attività che rientrano nelle categorie dell’art. 2195 (es. vendita di gadget, gestione di un bar interno aperto a terzi, corsi sportivi aperti a non soci con tariffe di mercato), deve affrontare obblighi specifici:
- Obblighi Contabili: Oltre al rendiconto per cassa o al bilancio d’esercizio, occorre tenere le scritture contabili previste per le imprese (Libro Giornale, Registri IVA).
- Iscrizione al Registro Imprese: Gli Enti del Terzo Settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale sono obbligati all’iscrizione nel Registro delle Imprese.
- Responsabilità Patrimoniale: La distinzione tra attività istituzionale e commerciale è fondamentale per proteggere il patrimonio dell’ente e degli amministratori.
Il nostro consiglio
Per non rischiare la perdita delle agevolazioni fiscali (come quelle previste dall’Art. 148 del TUIR o dalla Legge 398/91), è vitale che l’attività commerciale resti sussidiaria e strumentale rispetto ai fini istituzionali.
Nota Bene: Con l’entrata in vigore a pieno regime del Codice del Terzo Settore (D.Lgs 117/2017), i criteri di “commercialità” sono diventati ancora più stringenti. Un monitoraggio costante delle entrate tramite un software gestionale dedicato è l’unico modo per evitare che l’art. 2195 CC diventi un rischio legale per la tua associazione.
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