Guardia di Finanza in una scuola di lingue a Macerata

Guardia di Finanza in una scuola di lingue a Macerata. Nei guai un’associazione.

18 Febbraio 2026

MACERATA – Un’associazione culturale che operava, nei fatti, come una vera e propria impresa commerciale, beneficiando indebitamente di un regime fiscale agevolato. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza al termine di una verifica fiscale nei confronti di una scuola di lingue del Maceratese.

L’operazione è stata condotta dai militari del Guardia di Finanza – Gruppo di Macerata nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione e all’abuso delle forme associative.

L’attività svolta: corsi e servizi come una scuola privata

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle e riportato da vari articoli di stampa (Ansa, Corriere adriatico, ecc), l’ente:

  • Organizzava corsi di lingue straniere;
  • Teneva lezioni di italiano per cittadini stranieri;
  • Offriva servizi di supporto scolastico per studenti di ogni ordine e grado;
  • Intratteneva rapporti economici con clienti paganti, e non con semplici associati.

Le modalità operative, i flussi finanziari e l’organizzazione interna erano, secondo gli inquirenti, tipiche di un’impresa commerciale e non di un’associazione senza scopo di lucro.

Gestione accentrata e assenza di struttura associativa

Dalle verifiche è emerso inoltre che:

  • Il presidente accentrava in via esclusiva tutte le funzioni decisionali e gestionali;
  • L’ente veniva amministrato come una società di fatto unipersonale;
  • Mancavano i requisiti sostanziali richiesti per qualificarsi come ente non commerciale.

Un ulteriore elemento critico è rappresentato dall’assenza totale di:

  • Documentazione contabile;
  • Libri sociali;
  • Registri obbligatori.

Lo ripetiamo da anni nelle pagine del nostro blog come la gestione attenta e puntuale di una associazione è un requisito fondamentale in sede di verifiche e controlli da parte degli Enti proposti come Guardia di Finanza, SIAE, Agenzia delle Entrate. Pertanto è fondamentale tenere puntalmente tutte la documentazione al fine di dimostrare l’effettivo esercizio dell’attività NON PROFIT e della democraticità interna del sodalizio.

Questa situazione di assenza di documentazione ha reso la situazione per l’associazione ancora più grave poiché ha reso particolarmente complessa la ricostruzione del reale volume d’affari.

I numeri dell’evasione

Nonostante le difficoltà, i finanzieri sono riusciti a quantificare l’evasione e ricondurre l’attività dell’associazione ad attività commerciale. Questi i numeri contestati dalla GDF:

  • Circa 170mila euro di ricavi non dichiarati;
  • Circa 40mila euro di Iva evasa.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, l’associazione è stata riqualificata come soggetto commerciale, con conseguente applicazione del regime fiscale ordinario e recupero delle imposte dovute oltre alle sanzioni pecunarie e penali per i responsabili dell’associazione.

Irregolarità anche sul lavoro

Nel corso della verifica è emersa anche un’ulteriore violazione: l’impiego di un lavoratore completamente in nero, con conseguenti sanzioni in materia di lavoro e contribuzione.

Il contesto normativo: la riforma del Terzo Settore e le nuove regole dal 2026

Il caso si inserisce in un quadro normativo in profonda evoluzione. La riforma del Terzo Settore, introdotta con il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), ha ridefinito in maniera stringente i requisiti per qualificarsi come ente non commerciale.

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2026, entra pienamente a regime il nuovo sistema fiscale previsto per gli enti del Terzo Settore, con:

  • Criteri più rigorosi per distinguere attività commerciali e non commerciali;
  • Nuove regole sulla fiscalità delle attività di interesse generale;
  • Controlli più stringenti sull’effettiva natura associativa degli enti;
  • Obbligo di adeguamento agli schemi statutari e di trasparenza previsti dalla normativa.

L’obiettivo della riforma è quello di contrastare fenomeni di utilizzo strumentale della forma associativa per fini imprenditoriali, garantendo al contempo tutela alle realtà realmente no profit.

Un segnale chiaro contro le “false associazioni”

L’operazione della Guardia di Finanza rappresenta un segnale forte contro il fenomeno delle cosiddette “false associazioni”, strutture che si avvalgono di regimi fiscali agevolati senza possederne i requisiti sostanziali.

Con l’entrata in vigore definitiva della nuova disciplina fiscale dal 2026 per le regole fiscali del Terzo Settore, casi come questo potrebbero essere oggetto di controlli ancora più mirati, in un’ottica di maggiore equità fiscale e tutela della concorrenza.

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