Sono stati pubblicati i nuovi modelli di rendiconto per i contributi 5 x 1000. Occorrerà utilizzare i nuovi modelli per i contributi 2020 per gli Enti del Terzo Settore.

Con Decreto direttoriale del Ministero del Lavoro n. 488 del 22 settembre 2021 sono stati adottati, ai sensi dell’art. 16, comma 1 del DPCM 23 luglio 2020, i nuovi modelli di rendiconto relativi all’utilizzo del contributo cinque x mille da parte degli Enti del Terzo Settore.

I nuovi rendiconti dovranno essere usati dall’esercizio finanziario 2020

I nuovi schemi di rendicontazione del 5×1000 sono stati pubblicati dal Ministero del lavoro, fanno parte di un processo più ampio di riforma risalente al 2020 (art. 16, co. 1 del Dpcm 23 luglio 2020). Il legislatore ha voluto apportare tale novità, con riguardo esclusivo agli ETS, al fine di:

  • stabilire le modalità e i termini per la formazione, l’aggiornamento e la pubblicazione degli elenchi annuali e dell’elenco permanente;
  • stabilire le modalità di riparto del contributo e di rendicontazione delle somme erogate agli enti beneficiari;
  • individuare nuove modalità di rendicontazione.

Che cos’è il contributo del 5 x1000

I contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale. Il contributo è stato reso stabile dalla legge 23/12/2014, n. 190 – pdf. Le categorie di enti che possono accedere al beneficio, le modalità di iscrizione e i criteri di ammissione al riparto per le diverse tipologie di soggetti sono le stesse di quelle indicate nel Dpcm del 23/4/2010 – pdf. Inoltre, i contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (DPCM 28/07/2016 – pdf ) e al sostegno degli enti gestori delle aree protette (DPCM 22 marzo 2019 – pdf).

Il contributo 5×1000 è sempre un ottimo modo per finanziare le attività dall’associazione, tuttavia occorre comprendere se si ha i requisiti soggettivi ed oggettivi per essere inseriti fra i beneficiari. Per questo abbiamo scritto nel nostro blog di Asso360 un articolo che riguarda la prima iscrizione agli elenchi (da qui) oppure l’iscrizione tardiva al 5×1000

Com’è fatto il nuovo rendiconto?

Il nuovo rendiconto del 5 per mille è diviso in 4 parti:

  1. parte anagrafica dell’organizzazione non profit;
  2. l’elenco delle spese sostenute e “spesate” con il contributo 5×1000;
  3. parte dedicata a raccogliere i giustificativi di spesa;
  4. la relazione illustrativa che descrive l’ente e le attività intraprese con il contributo 5×1000.

Il rendiconto ha lo scopo di assicurare un efficace svolgimento dei controlli amministrativo-contabili da parte dell’Amministrazione erogante. Da ultimo, attraverso la standardizzazione della modulistica, il presente atto intende garantire una più facile leggibilità, da parte della generalità dei cittadini, degli elementi contabili e informativi contenuti nel rendiconto e nella relazione illustrativa.

1) Anagrafica dell’Ente del Terzo Settore

E’ la parte che contiene tutti i dati dell’ente del terzo settore:

  • ragione sociale;
  • dati fiscali;
  • ecc.

2) Elenco delle spese sostenute

Suggeriamo di categorizzare le spese sostenute a seconda della natura. Deve essere indicato l’importo totale delle spese sostenute riconducibile alle seguenti macrovoci:
1) Risorse umane
2) Spese di funzionamento
3) Spese per acquisto di beni e servizi
4) Spese per le attività di interesse generale dell’ente
5) Accantonamento per la realizzazione di progetti pluriennali (durata massima 3 anni)

3) Giustificativi di spesa

Successivamente alla compilazione della Parte 1 e della Parte 2, deve essere allegato, come parte integrante al modello di rendiconto, un elenco (anche in forma tabellare) relativo ai giustificativi di spesa a supporto degli importi inseriti in ciascuna macrovoce del modello. In particolar modo sono da indicare per ogni giustificativo:

    • il numero identificativo del documento giustificativo;
    • la data di emissione (ove presente);
    • la tipologia;
    • l’importo imputato al cinque per mille;
    • la data del pagamento.

I giustificativi di spesa non dovranno essere inviati (neanche in copia)!!!!

Spese ammissibili al 5×1000

In generale, ogni spesa riportata nel rendiconto, per essere ammissibile, deve essere pertinente alle attività statutarie di interesse generale svolte dall’ente e coerente con le finalità statutarie dal medesimo perseguite.

Spese NON AMMISSIBILI

Non potranno inoltre essere esposte nel rendiconto ed essere quindi riconosciute:
• le uscite effettuate a titolo di investimenti finanziari;
• le somme in pagamento di multe e sanzioni, tanto civili quanto amministrative;
• le spese non costituenti esborso finanziario in quanto sostenute tramite compensazione di crediti;
• le spese sostenute dopo la cessazione dell’attività istituzionale dell’ente (es. dopo la delibera di messa in liquidazione dell’ente stesso).
Inoltre:
• l’IVA è riconoscibile come spesa solo quando e nella misura in cui la stessa non è recuperabile (ai sensi del D.P.R. 633 del 26/10/72);
• sono ammissibili i pagamenti in contanti nei limiti stabiliti dalla normativa vigente, ad eccezione degli importi esposti nelle sotto voci relative alle erogazioni di cui ai paragrafi 10.4.2 e 10.4.3, i quali dovranno essere effettuati esclusivamente tramite strumenti di pagamento tracciabili (es: bonifico bancario/postale, assegno).

Trasmissione del rendiconto al ministero solo per contributi superiori a 20.000€ annui

Il rendiconto, datato e sottoscritto dal legale rappresentante dell’ente, e la relazione illustrativa devono essere trasmessi – insieme a copia del documento di identità del legale rappresentante – all’indirizzo di posta elettronica certificata rendicontazione5xmille@pec.lavoro.gov.it indicando nell’oggetto il codice fiscale dell’ente, la denominazione, una dicitura indicativa del contenuto (es. “rendiconto”, “integrazione al rendiconto”, “accantonamento”, ecc.) e l’anno finanziario di riferimento.


Alcuni suggerimenti per la redazione del rendiconto del 5 per mille

  • redigere il rendiconto compresi di allegati come stabilito ai punti precedenti;
  • inserire gli importi delle spese anche in forma tabellare;
  • tenere copia dei giustificativi di spesa (ricevute/fatture per 10 anni), gli stessi non dovranno essere pubblicati
  • datare e firmare allegati e documenti a cura del legale rappresentante, unendo al rendiconto anche il documento di identità;
  • trasmettere allegati e rendiconto via PEC al Ministero del lavoro;
  • pubblicare nel sito internet dell’ente il rendiconto entro 60 giorni dalla approvazione

SANZIONI

Ai sensi dell’art. 16, co. 6 del Dpcm 23 luglio 2020, in caso di violazione degli obblighi di pubblicazione, il Ministero del Lavoro diffida il beneficiario ad effettuare la citata pubblicazione assegnando un termine di 30 giorni; in caso di inerzia provvede all’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al 25% del contributo percepito.

Scarica qui le Linee guida per la rendicontazione e i Modelli in vigore

  • Linee guida per la rendicontazione
  • Modello di rendiconto
  • Modello di rendiconto per accantonamento

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