Firmato il decreto sulle attività diverse art. 6 del codice del terzo settore.

Il Codice del terzo settore concede la possibilità per gli enti del Terzo settore, di svolgere attività diverse rispetto alle attività di interesse generale. Con la firma del decreto si confermano i limiti di svolgimento delle attività strumentali.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando ha firmato il decreto riguardante l’individuazione di criteri e limiti delle attività diverse da quelle di interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore. Il decreto definisce i due tratti caratterizzanti delle attività diverse: la strumentalità e la secondarietà.

Quali sono le attività diverse?

I nuovi schemi di bilancio per enti del terzo settore, come sappiamo prevede 5 categorie:

  1. Entrate/uscite da attività di interesse generale;
  2. Entrate/Uscite da attività diverse;
  3. Entrate/Uscite da attività da raccolta fondi;
  4. Entrate/Uscite da attività finanziarie e patrimoniali;
  5. Entrate/Uscite di supporto generale

In particolare eravamo in attesa del decreto che disciplina le attività diverse, ovvero quelle attività che non rientrano nelle attività tipiche (di interesse generale), il codice del terzo settore consente agli ETS di poter svolgere attività diverse senza perdere le agevolazioni entro alcuni limiti.

Tali limite non era stato però confermato dal Ministero del lavoro seppure indicato dalla cabina di regia sul terzo settore.

Regole confermate dal Ministero sulle attività diverse

Le attività diverse sono considerate strumentali quando sono finalizzate a supportare, sostenere, promuovere o agevolare il perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente del Terzo settore. La secondarietà ricorre in una delle seguenti ipotesi:

  • i ricavi da attività diverse non sono superiori al 30% delle entrate complessive dell’ente del Terzo settore
  • i ricavi da attività diverse non sono superiori al 66% dei costi complessivi dell’ente del Terzo settore

L’ente del Terzo settore può scegliere uno dei due criteri, che dovrà poi essere indicato nella relazione di missione o in un’annotazione in calce al rendiconto per cassa.

Come riconoscere le attività diverse?

Al fine di riconoscere le attività diverse di seguito alcuni principi e condizioni.

  • Le attività diverse non possono essere anche attività di interesse generale e viceversa;
  • Le attività diverse sono strumentali all’attività di interesse generale, ovvero è necessaria al fine di finanziare l’attività primaria.

Alcuni esempi al fine di dare dei rapidi spunti. Possono essere considerate attività diverse i seguenti proventi:

  1. Attività di sponsorizzazioni;
  2. Attività di merchandising dell’ETS;
  3. E-commerce dell’ETS.

La possibilità di fare dette attività di natura “diversa” è nelle possibilità del Consiglio Direttivo ed in base a quanto previsto dallo statuto sociale dell’Ente del Terzo Settore.

E’ indispensabile tuttavia, per mantenere lo status di non Commercialità dell’ETS tenere sempre sotto controllo il cosiddetto TEST DI NON COMMERCIALITA’.

 

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