Come cambia il lavoro del Commercialista con il Terzo Settore? 3 elementi che modificano la professione.

Con l’ingresso della Riforma del Terzo Settore gli Enti Non Profit avranno un grande impatto nella propria operatività. Con la Riforma a cambiare sarà anche il lavoro dei professionisti che dovranno, gioco forza, seguire propri clienti in tale processo di cambiamento.

In questo articolo analizziamo 3 principali elementi che cambieranno il lavoro del Commercialista alle prese la Riforma del Terzo Settore.

Dai vari aspetti che riguardando il Terzo Settore almeno 3 a nostro avviso sono gli elementi che avranno un grande impatto sull’operatività dei PROFESSIONISTI alle prese con il Terzo Settore:

  1. La modifica degli Statuti dell’Associazione e iscrizione al RUNTS;
  2. Il Controllo della flessibilità dei ricavi sui costi;
  3. Obbligo di redigere Bilancio o rendiconto dell’Associazione e comunicarlo al RUNTS.

Prima di procedere ad approfondire tali elementi appena enunciati, vi offriamo uno spunto che i riguarda i soggetti interessati dalla Riforma del Terzo Settore.

Chi riguarda la Riforma del Terzo Settore?

La Riforma del Terzo Settore è molto importante per il Non profit Italiano (Associazioni, Fondazioni, Cooperative e Imprese Sociali) specie per alcuni elementi decisivi, quali:

l’iscrizione al Registro Unico degli Enti del Terzo Settore (RUNTS), previa la modifica degli Statuti;

– per l’impatto delle agevolazioni fiscali sugli ETS e la perdita delle agevolazioni della canonica Legge 398/1991, che lo ricordiamo perderà di efficacia per Associazioni culturali, Pro Loco, Associazioni di Promozione Sociale, ecc…

Alcuni elementi fondamentali lasciano presagire che il lavoro quotidiano del professionista alle prese con il Terzo Settore cambierà una volta per tutte, di seguito analizziamo questi cambiamenti

1° elemento: la variazione degli Statuti entro il 3 agosto 2019 e iscrizione al RUNTS

La normativa che regola il Terzo Settore ha imposto una data limite per la variazione degli Statuti per rientrare fra gli ETS. Questa data è il 3 agosto 2019!

Detta data limite è però stata “aggirata” dall’emanazione di una circolare recente del Ministero del Lavoro (31 maggio 2019), il cui approfondimento lo trovate in questo articolo del Blog di Asso360.

Tuttavia la modifica dello Statuto rappresenta il presupposto oggettivo per l’ingresso fra gli Enti del Terzo Settore, importante per:

  1. – Ottenere la qualifica di E.T.S.;
  2. – Ottenere il requisito soggettivo alle agevolazioni fiscali a queste riservate.

Al pubblico al quale spesso ci rivolgiamo, le Associazioni, ricordiamo che tale scelta risulta molto importante per ottenere i benefici fiscali visto che la L. 398/1991 risulterà inapplicabile per tutte le Associazioni tranne le Sportive, per quale continuerà ad essere efficace.

2° Elemento: nuove agevolazioni fiscali per gli Enti del Terzo Settore

Gli Enti del Terzo Settore avranno, ed hanno già, un regime fiscale agevolato che differisce da quanto da molte già applicato sino ad oggi.

L’agevolazione più usata da tutte le associazioni, la Legge 398/1991, resterà operativa solo per associazioni e società sportive, mentre gli ETS hanno un regime dedicato e diverso da quanto usato sino ad oggi. Tale agevolazione ha un capitolo dedicato, che approfondiremo in  seguito, per Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di promozione sociale.

Le agevolazioni fiscali riguardano in particolare:

  1. il regime delle donazioni ed erogazioni liberali;
  2. il regime agevolato IVA;
  3. il regime agevolato per le imposte dirette (IRES).

3° Il Bilancio/Rendiconto diventa obbligatorio

Sebbene sino ad ora la redazione del Bilancio dell’associazione, seppure raccomandata, non era obbligatoria, con il passaggio al Terzo Settore, la redazione del bilancio o rendiconto diventa un ulteriore adempimento obbligatorio.

Inoltre, il bilancio/rendiconto dovrà essere trasmesso al Registro Unico degli Enti del Terzo Settore (RUNTS) prendendo così efficacia probatoria, quindi opponibile ai terzi anche nel futuro essendo stato reso pubblico.

Tale deposito del bilancio andrà fatto entro il 30 giugno di ogni anno.

Bilancio e Rendiconto obbligatorio

L’associazione dovrà d’ora in poi, con l’ingresso nella riforma del terzo settore, pubblicare i propri documenti di bilancio sul Registro Unico del Terzo Settore. In particolare questo dovrà avvenire in base alle dimensioni dell’associazione, ovvero quando le entrate:

<= 100.000 euro devono redigere un rendiconto di cassa (entrate e uscite);

–  > 100.000 euro devono redigere un rendiconto di cassa (entrate e uscite) da depositare presso il Registro unico del terzo settore e pubblicare nel proprio sito internet;
–  >=220.000 euro devono redigere il bilancio di esercizio. composto da stato patrimoniale, rendiconto finanziario e relazione di missione;
–  > 1.000.000 euro devono redigere il bilancio di esercizio (stato patrimoniale, rendiconto finanziario e relazione di missione), il bilancio sociale (seguendo le linee guida ministeriali)

Quali effetti per il Commercialista?

Ravvediamo un cambiamento nel lavoro del Commercialista alle prese con il Terzo settore, fra opportunità e minacce. Di seguito alcuni elementi di sicura opportunità:

  1. Consulenza al non profit per modifica dello statuto, quindi per l’iscrizione al RUNTS;
  2. Consulenza su contabilità e bilancio per evitare errori prima del deposito degli stessi documenti al RUNTS, annualmente entro il 30 giugno.
  3. Consulenza per l’implementazione delle nuove regole riguardanti le agevolazioni fiscali degli ETS, quindi controllo degli stessi.
  4. Verifica che i ricavi non superino di oltre il 5 per cento i relativi costi per ciascun periodo d’imposta per la verifica delle attività “non commerciali”.

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