Chi si occupa di Terzo Settore ha probabilmente sentito spesso dire che le associazioni per rientrarvi devono cambiare lo statuto entro il 31 ottobre, vediamo in questo articolo cosa c’è di vero.

Il Decreto Cura Italia ha stabilito all’art. 35 di lasciare più tempo agli ETS per la modifica degli Statuti, fino al 31 ottobre 2020 – in precedenza 30 giugno –  tuttavia tale data non è obbligatoria e non riguarda tutti. E’ importante fare queste precisazioni per evitare confusione.

La Riforma del Terzo Settore è alle porte, vi saranno dei passaggi obbligatori per rientrare tra gli ETS e per avvantaggiarsi dalle disposizioni fiscali di favore. Cerchiamo di riepilogare il percorso e fissare i passaggi che occorre rispettare per il definitivo ingresso nella Riforma.

I passaggi più importanti sono costituiti da:

  • Istituzione del Registro Unico Enti del Terzo Settore (RUNTS);
  • Modifica degli Statuti in base alle disposizioni del Codice del Terzo settore (CTS);
  • Risposta della Commissione Europea sui decreti delegati;
  • Emanazione degli schemi di bilancio (Pubblicati in gazzetta Ufficiale a aprile 2020).

Istituzione del Registro Unico Enti del Terzo settore (RUNTS)

Il Ministero del lavoro dovrà emanare i decreti delegati per normare  le modalità che gli enti interessati dovranno seguire per richiedere l’iscrizione al citato registro. il Registro Unico Enti del Terzo Settore (RUNTS) che dovrebbe arrivare entro il 2020 (autunno). Detti decreti pertanto dovranno essere approvati dal Consiglio Stato Regioni e da quel momento decorreranno i 6 mesi per l’ingresso ufficiale del RUNTS.

Le associazioni sono obbligate a modificare gli statuti entro il 31/10/2020?

No, il 31 ottobre 2020, data modificata dopo l’ingresso del decreto CURA ITALIA, è solamente la data che indica la possibilità delle modifiche statutarie con le maggioranze semplificate, ovvero occorrerà la partecipazione ed il placet di un gruppo minore di soci. L’ultima chiamata utile pertanto non è quella del 31 ottobre 2020, ma tali termini all’adeguamento dipendono anche dalla forma associativa.

Cosa accade per le Odv e per le Aps?

Per ODV (organizzazioni di volontariato) e APS (promozione sociale) che, ricordiamo, migrano in automatico al registro senza dover “applicare” il termine ultimo, a seguito della trasmigrazione automatica, è successivo all’entrata in vigore del Registro Unico. In tale caso l’ufficio unico del registro, avviato ufficialmente il RUNTS, verificherà l’adeguatezza dello statuto delle associazioni e segnalerà eventualmente le necessità di apportare modifiche entro 60 giorni.

E per le ONLUS?

Questione diversa invece per quanto concerne le ONLUS, l’anagrafe Onlus resterà in vigore fino all’avvio dei nuovi benefici fiscali. Le onlus resteranno iscritte anche qualora abbiano fatto iscrizione al RUNTS.

Un esempio: qualora venga istituito ufficialmente il Registro Unico a settembre, le Onlus pur chiedendo l’iscrizione agli ETS da subito potranno continuare a beneficiare delle agevolazioni fiscali

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