Imposta di bollo su fatture emesse verso ASD e SSD. Interpello dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti circa l’applicazione dell’imposta di bollo sulle fatture emesse verso Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche.

Una professionista in regime forfettario interpella l’agenzia delle entrate sulla correttezza dell’imposta di bollo

L’interpellante riferisce di essere una “libera professionista inquadrata giuridicamente nel regime forfettario” la cui attività esercitata ricomprende la conduzione di campagne marketing e altri servizi pubblicitari. La stessa collabora in modo continuativo con la XXX, associazione nazionale riconosciuta dal CONI quale ente di promozione sportiva, la cui attività è di natura dilettantistica. Applicare l’imposta di bollo in fattura oppure no?

Soluzione interpretativa del Contribuente

L’istante ritiene di non dover ” apporre la marca da bollo sulle fatture (…) emesse verso l’Associazione in quanto tali fatture sono da considerarsi ‘documenti (…)richiesti (…) da Federazioni sportive ed Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI’, come da modifica apportata dalla legge di Bilancio (art. 1 comma 646) e specifica Circolare 18/2018″

La risposta dell’Agenzia delle Entrate. Un forfettario deve apporre marca da bollo?

Cita l’Agenzia delle Entrate “Con riferimento al quesito in esame, relativamente all’emissione di fattura nei confronti della citata Associazione sportiva dilettantistica si ricorda che ai sensi dell’art 21 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, per quanto di interesse, per ciascuna operazione imponibile “il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio emette fattura, (…), o, ferma restando la sua responsabilità, assicura che la stessa sia emessa, per suo conto, dal cessionario o dal committente ovvero da un terzo”.

Chi è tenuto ad apporre la marca da bollo?

L’obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture o ricevute è a carico del soggetto che consegna o spedisce il documento, quindi, nel caso in esame, a carico del professionista, in quanto sugli atti e documenti della parte prima della tariffa, tra i quali rientrano i documenti indicati nell’articolo 13, l’imposta di bollo è dovuta fin dall’origine, vale a dire dal momento della loro formazione.

Soluzione

Per le suesposte considerazioni, non si condivide la soluzione prospettata dall’istante e si ritiene che l’esenzione dall’imposta di bollo prevista dal citato articolo 27-bis della Tabella relativa non possa trovare applicazione con riferimento alle fatture rilasciate dall’istante nei confronti dell’associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dal CONI.

Qualora vi venisse fatta questa richiesta potete avere il certificato di iscrizione al coni seguendo questo link al Registro nazionale società sportive dilettantistiche.


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