Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 anticipa il Recovery Fund con misure che stabilizzano le detrazioni per investimenti Hi-Tech.

La legge di bilancio 2021 importanti risorse per investimenti in beni strumentali tecnologici, ricerca e sviluppo e formazione 4.0. L’incentivo ha obiettivo di stimolare gli investimenti privati con misure che hanno effetto da novembre 2020 al 2023.

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 anticipa il Recovery Fund con misure che stabilizzano le detrazioni per investimenti Hi-Tech.

La legge di bilancio 2021 importanti risorse per investimenti in beni strumentali tecnologici, ricerca e sviluppo e formazione 4.0. L’incentivo ha obiettivo di stimolare gli investimenti privati con misure che hanno effetto da novembre 2020 al 2023.

Che cos’è il Piano Transizione 4.0?

Il Piano Transizione 4.0 sostituisce i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0 e rappresenta un preciso indirizzo di politica industriale in Italia soprattutto in questa fase dell’economia e della società.

Il Piano Transizione 4.0 è il primo tassello del Recovery Fund poiché per tale capitolo di spesa sono stati impegnati 24 miliardi di euro che prevede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un importante anticipo sui tempi di fruizione.

Ciò servirà per stimolare gli investimenti privati e dare una stabilità ed una certezza alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023.

La durata delle misure

Dal 2020 non si parla più di iperammortamento in quanto questa agevolazione è stata sostituita dal meccanismo del credito di imposta. In questo nuovo Piano abbiamo:

  • I nuovi crediti di imposta sono previsti per 2 anni;
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;
  • È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (entro giugno 2023).

Questo piano prevede, come abbiamo detto sopra, di incentivare gli investimenti privati industriali usufruendo di agevolazioni. In tal casi ci occuperemo della parte dei beni strumentali per l’acquisto di software.

Quali sono le aliquote del credito di imposta 2021 per i software?

Per incentivare i nuovi investimenti privati in tecnologie, la legge di bilancio 2020 ha definito una nuova aliquota per il credito di imposta degli investimenti di beni immateriali.

  • Per i beni immateriali 4.0, un credito di imposta del 20% del valore del bene immateriale per gli investimenti fino a 1.000.000 euro.
  • Per i beni immateriali non 4.0, un credito di imposta del 10% del valore del bene immateriale.

Come usufruire di tale credito?

Il credito di imposta viene usufruito come compensazione su F24 con l’uso di 6 nuovi codici tributo istituiti con la risoluzione dell’AdE n. 3/E del 2021 per i bonus previsti dalla legge di bilancio 2020 e 2021.

L’agevolazione verrà goduta dall’impresa in 3 quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni.

Quali sono le tempistiche per avere tale credito?

Il beneficio vale per i nuovi beni ordinati dal 16 novembre 2020, acquistati, o anche in leasing, e consegnati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ovvero consegnati entro il 30 giugno 2022, con la condicione però che entro il 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti pari almeno al 20% del costo di acquisto.

Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;

È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;

Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

Chi può accedervi a tale credito nel Piano Transizione 4.0?

Possono accedervi tutte le imprese residenti nel territorio dello stato indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale.

Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n 231.

Quali strumenti rientrano nel credito di imposta?

Il credito di imposta si applica ai seguenti tipi di beni:

  • Beni materiali (macchine, attrezzature..) elencati in allegato A della legge;
  • Beni materiali (macchine, attrezzature..) non 4.0, ex super ammortamento
  • Beni immateriali (licenze, software..) elencati in allegato B della legge.
  • Beni immateriali (licenze, software..) non 4.0

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